Iraq, Hiroshima e Vietnam hanno in comune più delle tragedie della guerra; infatti, le cose avrebbero potuto prendere una piega piuttosto diversa se il mondo avesse prestato attenzione a un piccolo dettaglio… 

Le traduzioni sbagliate spesso sono divertenti. Foto di menù tradotti male scattate in vacanza si diffondono sui social media in pochi minuti. Ma cosa succede quando il contesto è più importante di ciò che si mangerà come piatto principale? 

In politica, poi, questo è ancora più significativo. Un semplice errore può portare a un atto di guerra.

L’Invasione dell’Iraq del 2003: Google Traduttore e l’Uranio Nigeriano

28 gennaio 2003. George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, si rivolse al Congresso nel suo discorso sullo stato dell’Unione. E dedicò la maggior parte della sua lunga dichiarazione a illustrare le ragioni in favore dell’invasione dell’Iraq, affermando con sicurezza che il governo britannico aveva appreso che “Saddam Hussein aveva recentemente cercato grandi quantità di uranio in Africa” per sviluppare un ordigno nucleare.  

Un paio di mesi dopo, gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Australia e la Polonia invasero l’Iraq.

Tuttavia, come il mondo avrebbe presto capito, l’Iraq non aveva armi di distruzione di massa, né programmi nucleari, né uranio proveniente dall’Africa, come inizialmente si era pensato. Ciò che George W. Bush aveva affermato nel suo discorso sullo stato dell’Unione non era accurato. Ma com’era potuto succedere?

Ebbene, secondo il giornalista Premio Pulitzer Seymour M. Hersh, in parte accadde perché la CIA aveva appena ricevuto informazioni che dimostravano che, tra il 1999 e il 2001, l’Iraq aveva tentato di comprare cinquecento tonnellate di ossido di uranio dal Niger, uno dei più grandi produttori al mondo” (leggi l’articolo completo qui). 

La CIA (Central Intelligence Agency) impiegò più di 3 settimane per tradurre e analizzare i documenti, considerati strettamente riservati e condivisi solo con le più alte sfere del governo americano e britannico, e solo all’interno di strutture di sicurezza. 

Ma quella storia smise rapidamente di reggere quando Mohamed ElBaradei, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ((IAEA), informò il pubblico che i documenti in questione erano falsi.  Un alto funzionario dell’IAEA andò oltre: 
“Questi documenti sono di qualità così infima che non riesco nemmeno a immaginare che possano provenire da un’agenzia di intelligence seria. Mi sconforta il fatto che, nonostante la scarsa qualità dei documenti, si sia continuato a prenderli in considerazione. Visti gli alti livelli a cui erano arrivati, mi sarei aspettato maggiori controlli… Per accorgersene, sarebbe bastato Google.”

Viene la tentazione di credere che, se i documenti fossero stati visti e tradotti prima, si sarebbe potuta evitare l’escalation verso la guerra. 

La bomba atomica di Hiroshima: no comment”? 

26 luglio 1945. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina inviarono un ultimatum che chiedeva la resa di tutte le truppe giapponesi per porre fine alla Seconda guerra mondiale. Nel documento si affermava che se il Giappone non si fosse arreso, sarebbe andato incontro a un’immediata e totale distruzione “.

L’ultimatum fu poi tradotto dall’inglese al giapponese, mentre le Forze Alleate aspettavano impazientemente una risposta dall’Impero giapponese.

Messo sotto pressione dalla stampa di Tokyo, il primo ministro giapponese Suzuki fu costretto a dire qualcosa sull’ultimatum, anche se non era ancora stata presa alcuna decisione ufficiale. Pertanto, Suzuki rispose che, per il momento, si sarebbe astenuto dal rilasciare commenti.” Questa sarebbe stata la traduzione corretta, tuttavia le agenzie di stampa internazionali riportarono qualcosa di diverso.

Secondo questo articolo, scritto dal senatore John J. Marchi per il New York Times nel 1989, ci fu una parola che causò il malinteso. Mokusatsu”era la parola usata per esprimere l’idea di Suzuki, una parola che può essere interpretata in diversi modi ma che deriva dal termine giapponese che indica il ‘silenzio'”.

Quindi, invece di riportare che il primo ministro giapponese si stava “astenendo dal commentare”,i media riferirono al mondo che per il governo giapponese l’ultimatum “non era degno di essere commentato”.

Quello che accadde dopo si può leggere in ogni libro di storia: il 6 agosto 1945, la prima bomba atomica fu sganciata su Hiroshima.

hiroshima atomic bomb

La guerra del Vietnam: l’incidente nel golfo del Tonchino 

2 agosto 1964. Alcune torpediniere nord-vietnamite attaccarono il cacciatorpediniere USS Maddox. La nave americana stava navigando nel golfo del Tonchino, quando tre pattugliatori vietnamiti si lanciarono all’inseguimento della Maddox. Alla fine dell’inseguimento, gli americani affondarono una delle imbarcazioni nord-vietnamite e riuscirono a fuggire senza perdite.  

Due giorni dopo, il 4 agosto 1964, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale ((NSA) intercettò le comunicazioni dei nord-vietnamiti e concluse che c’era stato un altro attacco.  

Tuttavia, secondo lo storico della NSA Robert J. Hanyok,quella trasmissione era stata tradotta in modo errato. La frase, “abbiamo sacrificato due compagni” era stata tradotta come “abbiamo sacrificato due navi”. Questo errore fece credere agli Stati Uniti che avesse avuto luogo una seconda battaglia e che i nord-vietnamiti avessero perso due navi.

La NSA si rifiutò di correggere l’errore e distrusse il materiale in lingua originale. Nel frattempo, il presidente Lyndon B. Johnson citò il presunto attacco per convincere il Congresso ad autorizzare un’ampia azione militare in Vietnam.

Il mondo non sarebbe mai stato più lo stesso.