l’Intelligenza Artificiale (AI) nei videogame non è una novità recente. Già nel 1949, il matematico e crittografo Claude Shannon pensò a un gioco di scacchi per giocatore singolo, in cui l’essere umano avrebbe gareggiato contro un computer. 

Di certo, i videogame sono stati un motore fondamentale per l’intelligenza artificiale. Hanno fornito terreno di prova per le simulazioni, per la ricostruzione di ambienti e per i test di realismo che sono alla base delle esperienze virtuali. 

AI per l’esperienza di gioco

Intorno al 1989, con Sim City, ad esempio, i giocatori controllavano simulazioni complessee veniva impiegata una forma rudimentale d’intelligenza artificiale per simulare qualcosa di simile al realismo, cioè la riproduzione di caratteristiche intrinsecamente umane, come l’imprevedibilità. Il genere sparatutto è stato rivisitato con iniezioni di realismo. Negli anni 2000 Total War, i combattenti virtuali avevano emozioni umane esattamente come soldati in vere battaglie.

L’intelligenza artificiale è particolarmente importante nel videogioco, perché l’esperienza di gioco è esclusivamente dipendente dalla qualità. Un’esperienza visiva proveniente dall’epoca di Neanderthal va bene (nessuno si è mai lamentato del realismo di Pacman). Anche un’esperienza visiva estremamente curata va altrettanto bene. Ma un’esperienza quasi-perfetta-ma-non-proprio è terribile fino al punto da disorientare e provocare persino repulsione. I game designer la chiamano la “Uncanny Valley” (valle dell’inspiegabile) e si possono vedere alcuni esempi rivoltanti qui. Metti in funzione AI e i giochi potranno raggiungere il realismo necessario ed evitare l’Uncanny Valley questo video mostra un bellissimo esempio di animazione realistica.

Il sito di videogiochi GamaSutra prende atto dei molti modi in cui le tecniche d’intelligenza artificiale stanno contribuendo all’esperienza di gioco: Ci sono già state realizzazioni di successo di AI in giochi commerciali… C’è Black & White (macchina di apprendimento), F.E.A.R (comportamento sensibile al contesto), Façade (analisi della lingua nativa), Spore, (simulazioni di forme di vita basate sui dati)… per citarne alcuni.” 

Tutte queste tecniche discrete conducono a due fili fondamentali: più realismo in ambienti artificiali e/o interfacce più naturalistiche tra giocatori e quelle stesse ambientazioni. Alleata in questo è un’ulteriore evoluzione in cui le ambientazioni saranno spontanee invece di trame già prestabilite; gli sviluppatori creeranno solo l’ambiente e la sua meccanica, permettendo all’AI di generare scenari personalizzati e sfide improvvisate.

L’AI sta creando la prossima generazione di tutta l’industria del tempo libero.

Oggi, una serie di miglioramenti nella tecnologia (le console, connessione al cloud, schede grafiche ultra potenti, VR/ cuffie, algoritmi di rendering) alimentano l’intelligenza artificiale. Questa, a sua volta, fornisce ambienti sempre più suggestivi in cui i personaggi virtuali presentano comportamenti e intelligenza umani. 

“Grazie all’industria moderna del videogioco, possiamo passare le nostre serate vagando in mondi di gioco dall’ambientazione talmente realistica da sembrare foto, come la Boston post apocalittica di Fallout 4 o Grand Theft Auto V Los Santos, invece di fare cose come vedere persone e impegnarsi in interazioni umane di qualsiasi genere”, dice Jordan Pearson, forse meno caritatevolmente, scrivendo per Motherboard di Vice.

AI per l’industria del videogame

Poi, c’è il ruolo ricoperto dall’intelligenza artificiale nel business stesso dei videogiochi, piuttosto che nell’esperienza di gioco. Gli investitori si rendono conto che l’industria videoludica si sta fondendo sempre più con esperienze del mondo reale (Disneyworld), film e altri media (il film Lego), o prodotti (Crazy Birds) e che le opportunità di monetizzazione di questo mondo ormai amalgamato continueranno a crescere con l’aumento del nostro tempo libero e l’aggiunta di esperienze virtuali e immersive alimentate dall’AI. 

A questo proposito, l’AI sta creando la prossima generazione di tutta l’industria del tempo libero. Questa è la ragione per cui Prowler.io con sede a Cambridge ha attratto finanziamenti di avviamento da due delle più prestigiose firme del capitale di rischio; Amadeus Capital Partners e Passion Capital. Prowler produce agenti AI autonomi, in grado di auto-apprendere e sta mirando in primis all’industria dei giochi . La sua tecnologia permetterà alle entità virtuali di imparare molto più rapidamente nei loro ambienti di game-play. 

Sì, sicuramente genererà esperienze altamente realistiche; ma consentirà anche a quelle esperienze di essere generate più rapidamente e in modo più affidabile. Ciò significa un’ulteriore automazione del processo di produzione di giochi sostenibili, una più facile messa a punto di metodologie di gioco; come ad esempio per la produzione di sequel, spin-off e sub-brand.

Un’altra funzione essenziale di AI nel videogioco è l’interpretazione dei dati degli utenti; e anche questo è un risultato della sua convergenza nell’industria del gioco. I giochi tradizionali venivano scaricati per intero e poi giocati in maniera lineare e immutabile. Ma l’aumento dei giganti del casual gaming come Rovio, Supercell e Zynga ha insegnato all’industria dei videogiochi che il gameplay stesso è un concetto commerciale che può essere flesso per soddisfare totalmente le aspettative degli utenti. 

Il business del casual gaming ha aperto la strada al modello freemium, con l’aggiunta di acquisti di accessori, per cui la redditività di un titolo dipende dalla sua rilevanza presso il pubblico, e le comunità dei videogame sui dispositivi mobili sono diventate esperte nell’impiegare i dati degli utenti (più feedback, valutazioni, ecc) per ottimizzare l’esperienza del prodotto. Oggi, le stesse tecniche d’intelligenza artificiale utilizzate dai professionisti del marketing per valutare l’opinione dell’utente vengono impiegate per massimizzare la rilevanza e la godibilità dei giochi.

Tirando le somme, IA e mondo videloudico stanno rapidamente diventando simbiotici. Mentre ha sempre operato all’avanguardia della tecnologia per costruire giochi migliori, la teoria del videogioco sta anche contribuendo a sviluppare una migliore pratica dell’intelligenza artificiale. Uno sguardo al futuro viene dalla Michigan State University, dove i ricercatori hanno utilizzato l’IA in un gioco proprio per imparare dal comportamento di ogni giocatore. 

“Usiamo l’evoluzione darwiniana per ottimizzare l’IA mentre si gioca, e speriamo che questo porti alla corsa agli armamenti tra giocatori e intelligenza artificiale, la quale sottoporrà i giocatori sempre a nuove sfide”, i ricercatori dicono.
Forza!