Si fa presto a dire che guardiamo più al futuro che al passato. Non è del tutto vero, ovviamente, e guardare troppo al passato può non essere affatto piacevole. Il modo in cui noi esseri umani tendiamo a idealizzare il passato come perfetto è uno dei motivi per cui la campagna “Make America Great Again” è stata così travolgente e alimenta gruppi estremisti in tutto il mondo.

Ma talvolta dobbiamo guardarci indietro, prima di passare avanti. Per cui, prima di iniziare a parlare dei pro e dei contro di una lingua franca, facciamo qualche passo indietro.

La falsa promessa di una lingua franca

Avete mai sentito parlare di lingua franca?

Sapete cosa significa?

In genere viene utilizzata come un idioma o (come l’Ovestron, giusto per citare ancora Il Signore degli Anelli) una lingua comune. La definizione nell’Oxford English Dictionary è leggermente diversa:

Una lingua che viene adottata in comune tra parlanti le cui madrelingue sono diverse.

Solo di recente ho scoperto che il termine si riferisce a una lingua in particolare. Nel senso che è esistita davvero una lingua chiamata Lingua Franca. Da appassionato di storia, che scrive a chi si interessa di lingue, e nella speranza che ciò getti le basi per il resto dell’articolo, permettetemi di condividere questa storia.

La Lingua Franca originale non è stata la prima lingua franca

Il Mediterraneo è sempre stata una terra fertile per le civiltà. Ma a differenza di altri luoghi natali ugualmente prolifici (l’Eufrate o l’America centrale), i casi in cui una nazione o un impero prendevano il sopravvento erano relativamente rari. Quindi il Mediterraneo è stata una regione popolata da persone diverse, di religioni diverse, con tradizioni diverse e lingue diverse. Grazie alla numerosa gente che navigava per mare, era anche una regione dal commercio notevolmente florido.

È qui che entra in gioco la Lingua Franca originale. Nel XIV secolo c’erano almeno 25 diverse nazioni nella regione. Per facilitare il commercio, marinai e mercanti crearono una propria lingua: era una sorta di italiano semplificato, ma con parole derivanti da francese, portoghese, spagnolo, arabo, turco, greco e occitano (una lingua parlata nel sud della Francia e a Monaco).

La cosa strana è che questa lingua, la Lingua Franca, non è il primo caso documentato di lingua franca. Aramaico, latino e greco koinè, ad esempio, sono state tutte lingue franche della regione per quasi un millennio prima che i commercianti iniziassero a parlare la Lingua Franca.* Ma dopotutto, è così che funziona la lingua.

One language to rule them all. Or not.

I vantaggi di una lingua franca

Ovviamente una lingua franca ha i suoi vantaggi. Per questo è stata inventata.

Abbatte le barriere geografiche: le popolazioni vicine arrivano a capirsi. I portoghesi e gli spagnoli parlano in portuñol. Inglesi e francesi parlano in un dialetto chiamato “molto lentamente e ad alta voce” (in un divertente tentativo di seguire il consiglio dei britannici, questo americano insegna ai viaggiatori in Francia a parlare il più lentamente e ad alta voce possibile, allo stesso modo dei personaggi di un libro di Jane Austen).

Quindi, storicamente, le popolazioni vicine hanno sempre trovato un modo di commerciare, dichiarare guerra e chiedere tregua. La lingua franca risulta utile nel caso di due persone che non hanno mai avuto contatti tra loro e con i rispettivi paesi e culture.

Immaginate un mercante di formaggi svizzeri che vende in Russia e incontra un turista cinese. O un escursionista olandese che cerca di acquistare i biglietti dell’autobus dopo essere atterrato in Kazakistan.

Una lingua comune offre un punto d’incontro. Permette di dire cose semplici e di tentare o negoziare semplici transazioni.

Ad esempio:

  • ciao
  • arrivederci
  • quanto costa?
  • costa troppo
  • è una follia
  • vuoi farmi diventare povero?

Una lingua franca non è soltanto una lingua che casualmente due persone riescono a parlare: è una lingua che permette a persone di diversi paesi e culture di riunirsi e contrattare. Quindi una lingua franca fa risparmiare molto tempo.

Si potrebbe anche affermare che una lingua franca possa impedire lo scoppio di guerre, specialmente quelle che hanno origine da traduzioni errate.

Per riassumere: abbatte le barriere, favorisce lo scambio, fa risparmiare tempo e porta la pace nel mondo.

Niente male, no?

Già.

Quindi dovremmo scegliere una lingua e dichiararla lingua franca ufficiale del mondo?

Ma anche no.

One language to rule them all. Or not.

Ecco perché

Prima di tutto, non dobbiamo credere che una lingua comune ci permetta di comunicare in modo efficace.

Se visitate un suk in Medio Oriente e chiedete il prezzo di un tappeto, la risposta tipica che riceverete è “per te è gratis, è un omaggio”. Quindi, inconsapevolmente, potreste prendere il tappeto, ringraziare e andarvene. Ma come spiega Fuad Khuri dell’Università americana di Beirut, queste espressioni rappresentano solo una forma essenziale di cortesia e un segno di rispetto. “Nessun acquirente in Medio Oriente prende sul serio queste parole, ma insiste nel contrattare un prezzo.”

In pratica, potete capire le parole ma non sapere il loro significato.

Inoltre bisogna ricordare che il linguaggio parlato rappresenta solo una parte della comunicazione: il linguaggio del corpo e l’etichetta sono estremamente importanti per la riuscita dei dialoghi interculturali. Ciò vale soprattutto negli affari. Anche se sapete come si dice per favore e grazie, ciò non equivale a dimostrarsi cortesi.

In secondo luogo, contrariamente alla credenza popolare, una lingua franca non aiuterebbe le diverse culture a convivere.

Per noi è più facile immaginare come lingua universale quella con cui abbiamo familiarità. Per gran parte degli anglosassoni (e molti occidentali), fa molto comodo immaginare un mondo intero in cui si parla inglese (non come madrelingua). Ma probabilmente il resto del mondo non immagina lo stesso futuro.

Se siete occidentali, potete comprendere la cosa con un semplice esercizio:

chiudete gli occhi (al termine della frase, ovviamente) e provate a immaginare il mondo con una lingua franca diversa dall’inglese: come immaginereste il mondo se la lingua franca fosse russa, cinese o araba? Le persone reagiscono in modo molto diverso a questo esercizio. Tuttavia quasi tutte provano una sensazione strana immaginando almeno uno di questi tre mondi.

Perché? Qualunque cosa associate alla Russia, alla Cina o all’insieme di nazioni che parlano arabo, iniziate a immaginare un flusso intorno al mondo. Realizzate che la cultura alla base della lingua tende a diffondersi con la lingua stessa.

Pertanto una lingua franca potrebbe più facilmente creare un’egemonia culturale (ovvero sovrastare le altre culture) invece che permettere alle diverse culture di prosperare.

Naturalmente ciò si aggraverebbe se l’introduzione di una lingua franca iniziasse a sopprimere la necessità o l’uso delle lingue locali. Non è il genere di cose che accade da un giorno all’altro, ma il Galles ne è un buon esempio. Dopo l’imposizione di una lingua ufficiale sul dialetto locale, il gallese entrò in netto declino. In soli 100 anni,** la diffusione della lingua gallese è scesa dal 49,9% al 18,7%.

Infine, con l’accentuarsi delle tensioni tra Russia e America (ovunque tranne che alla Casa Bianca) e quelle ancora in atto nel Medio Oriente, oltre alle potenze asiatiche che cercano di far sentire la propria voce, possiamo tutti concordare sul fatto che non sia il caso di aggiungere un’ulteriore contesa al mondo. Come una contesa sulla lingua da scegliere come lingua franca ufficiale del mondo.

* Ciò potrebbe essere successo perché la Lingua Franca è stata la prima lingua appositamente creata a tal fine e non solo una lingua che casualmente è stata utilizzata da molte nazioni per motivi pratici. Ma non ne sono totalmente sicuro.

** Dal 1891 al 1991, secondo i censimenti britannici effettuati all’epoca.